AID Italia - La risposta alle tue domande sulla dislessia

Aid sezione di

Cosenza

Resoconto Settimana Nazionale della Dislessia 2019

DISLESSIA E DIRITTO ALL'EQUITÀ, PERCORSO LUNGO MA .... CON SPERANZA

DISLESSIA E DIRITTO ALL'EQUITÀ, PERCORSO LUNGO MA .... CON SPERANZA
DISLESSIA E DIRITTO ALL'EQUITÀ, PERCORSO LUNGO MA .... CON SPERANZA
DISLESSIA E DIRITTO ALL'EQUITÀ, PERCORSO LUNGO MA .... CON SPERANZA
DISLESSIA E DIRITTO ALL'EQUITÀ, PERCORSO LUNGO MA .... CON SPERANZA
DISLESSIA E DIRITTO ALL'EQUITÀ, PERCORSO LUNGO MA .... CON SPERANZA

Viene archiviata anche, nella sezione AID di Cosenza, a Corigliano Rossano la IV edizione della settimana nazionale della Dislessia 2019, inaugurata nella mattinata di lunedì 7 ultimo scorso presso IIS “Luigi Palma” dell’Area Urbana di Corigliano, con un seguito pomeridiano presso il Centro di Eccellenza della stessa cittadina jonica.

L’evento è stato aperto dalla padrona di casa, la dirigente scolastica Cinzia D’Amico che ha porto il suo saluto ai relatori convenuti, ma anche e soprattutto ai circa duecento studenti delle secondarie di secondo grado, accompagnati dagli insegnanti provenienti dalle scuole della nuova città unica.

La preside ha esaltato l’importanza della sensibilizzazione sui temi dei disturbi specifici dell’apprendimento, stimolando partecipazione attiva e protagonista dei giovani in  nome della solidarietà, empatia e dignità. Quindi ha preso la parola la presidente della sezione provinciale AID Cosenza, Silvia Lanzafame, che ha sottolineato gli impegni e gli sforzi che si stanno profondendo da più anni sul territorio provinciale in genere, e in particolare proprio nell’area jonica, ove opera uno sportello d’ascolto e un INFO AID con sede entrambi a Rossano che con diverse iniziative hanno svolto opera di sensibilizzazione, informazione e formazione per alleviare il disagio degli alunni e degli studenti con DSA, nella consapevolezza che occorre comunque tenere sempre i riflettori accesi e stabilire alleanze feconde tra scuola e famiglia per garantire il diritto all’istruzione dei dislessici.

E’ intervenuto poi Giovanni Mulè, co-referente dell’Info AID, quest’ultimo promotore dell’iniziativa in condivisione continua e costante con la sezione provinciale, che ha ribadito il concetto dell’empatia che deve essere il filo rosso che lega il docente con lo studente in difficoltà di apprendimento per creare un ambiente di lavoro sereno e gioioso che alleggerisca il peso della problematicità e garantisca il pieno diritto di cittadinanza scolastica.

Il relatore ufficiale Benny Fera, psicologo, scrittore, blogger, dislessico egli stesso, sull’argomento ha scritto diversi libri, tra cui “il bambino dimenticato”, un titolo che racchiude emozioni e ricordi dell’infanzia ripescati con il cuore e affrescati dai colori delle parole che  è riuscito ad armonizzare con simpatica ironia. E’ l’uomo che ritrova il bambino e lo riporta in scena nei diversi momenti difficili della sua vita scolastica e familiare, una storia simile a quella di tanti altri dislessici, una storia toccante.

Con un linguaggio diretto e semplice il Dr. Fera ha aiutato gli studenti presenti ad entrare in contatto emotivo con un'esperienza cruda e dolorosa, che li ha portati a capire come ci si sente a vivere in una bolla di sofferenza, a sentirsi esclusi e inferiori agli altri. Lo scopo è stato quello di sensibilizzare i ragazzi a non avere pregiudizi su chi è più o meno bravo, ma imparare a guardare i pari non per i risultati scolastici, ma per la loro profonda essenza, attraverso il riconoscimento delle emozioni e lo sviluppo del senso dell’altro come persona distinta da sé.

Riconoscere le emozioni è certamente un prerequisito dell’essere empatici, mentre un altro aspetto importante è quello di utilizzare il contesto classe come un ambiente sociale di scoperta dando maggiore spazio alla creatività e al metodo cooperativo, ciò per rafforzare il senso di appartenenza al gruppo e per facilitare il pensiero divergente. La buona scuola come sistema aperto, sia all’interno che all’esterno.

Quindi immediatamente dopo si è aperto un dialogo con i ragazzi, facilitato dalla psicologa Carmela Felicetti, del Servizio di neuropsichiatria infantile dell’ASP di Cosenza Distretto Jonio sud, la quale ha sottolineato l’importanza della resilienza, della capacità di rispondere alle difficoltà con l’attivazione di  strategie risolutive sul piano cognitivo, emotivo ed affettivo relazionale. Si è cercato di stimolare il pubblico con  la ricerca di una parola con cui raccogliere l’intera esperienza di ascolto, i ragazzi che hanno dimostrato attenzione e partecipazione fuori da ogni attesa,  hanno dato prova di una grande maturità di ascolto  rispecchiando timidamente  con parole come: amicizia, solidarietà, aiuto, ascolto, emozione,diritti, simpatia ironia, uguaglianza, unicità e tante altre, intereventi  a più voci di sintesi che li ha  resi protagonisti .

Alla ripresa pomeridiana, nella nuova location presso il “Centro di Eccellenza”  alla presenza di genitori con figli dislessici e docenti si è aperto un confronto in sede tecnica e operativa, con protagonisti gli stessi astanti e i due relatori, Benny Fera e Carmela Felicetti, mentre ad apertura lavori è intervenuta l’assessore Donatella Novellis  che ha portato il saluto del sindaco e dell’amministrazione comunale, apprezzando l’iniziativa ed auspicando la realizzazione di altri nuovi eventi in materia.

Il Dott.Fera, con un taglio più psicologico, ha portato il pubblico in un vero e proprio viaggio nella mente di un bambino con DSA, per capire a fondo le difficoltà, il modo di pensare, di agire e di apprendere.

In particolare agli insegnanti sono stati forniti gli strumenti per poter meglio comunicare ed approcciare i casi di DSA.

Si è parlato di pensiero visivo, creatività, pensiero divergente e ramificato, in più si sono approfondite tecniche di PNL attraverso le quali gli insegnanti hanno potuto ampliare il loro canale comunicativo e poter arrivare a tutti gli studenti.

Sono stati trattati alcuni elementi della pedagogia che promuovono un approccio che valorizza le capacità dello studente.

I genitori presenti hanno potuto ascoltare direttamente dalla voce di un psicologo con DSA, quali sono le caratteristiche comportamentali e di personalità dei loro figli.  Per poter finalmente capire i loro limiti e i loro punti di forza, in questo modo hanno potuto assumere consapevolezza ed utilizzare un approccio educativo più idoneo ed accogliente.

Si è parlato dell'importanza di attività extrascolastiche per valorizzare quelle che sono le caratteristiche creative nei DSA.

“Non vorrei che i genitori diventino il secondo scoglio dei giovani dopo la scuola, spesso infatti i ragazzi vengono vessati a casa oltre che a scuola e questo approccio porta a comportamenti di isolamento e alla scarsa autostima”, ha chiosato Benny Fera.

Quindi  la dott.ssa Carmela Felicetti  ha relazionato, a partire dalla sua esperienza sul campo, sul come sia importante raccogliere i primi segnali di difficoltà del bambino che è all’inizio la sua carriera scolastica, attivando strategie osservative finalizzate che possano tenere conto dei punti di forza e/o di debolezza di ogni alunno, al fine di creare quel clima emotivo, affettivo, significativo in  ogni esperienza scolastica. Apprendere con gioia quindi, perché le emozioni positive  sono il collante chimico della nostra crescita.

Si è concluso il pomeriggio di lavoro con la testimonianza di Gennaro Barnoffi, dislessico, con la sua  lettera aperta regalata e  raccontata dalla  maestra Adriana Caruso, volontaria  nella  casa  di Reclusione  di Rossano. Adriana   è tutor e segue Gennaro nei suoi studi universitari, ormai prossimo alla laurea specialistica in Scienze Politiche

Nella lettera vengono raccontate le difficoltà e l’abbandono scolastico e poi la conquista della conoscenza nella lunga detenzione, il messaggio forte che lancia  Gennaro riguarda la necessità di crescere attraverso la scuola e costruire le giuste difese culturali difronte alle devianze. E’ la prima volta che viene svolta una valutazione  per un disturbo specifico di apprendimento  in carcere e l’AID ha risposto alla richiesta di Gennaro  rendendo possibile, attraverso  un intervento specialistico, la valutazione e la sintesi diagnostica. Gennaro è il primo detenuto in Italia ad avere una diagnosi certificata di DSA.  

La giornata di lavoro si è conclusa con i ringraziamenti a tutte le scuole che hanno partecipato, ai referenti DSA, alle  famiglie,  ai  volontari, ricordando la fattiva collaborazione con l’ Associazione  Insieme, alla CRI ed infine  con un particolare attestato di gratitudine alla studentessa Diana Sapia del liceo Artistico di Rossano, sempre generosa nel donare i suoi lavori agli eventi promossi dall’AID sul territorio dell jonio cosentino, usando una forma di linguaggio particolare che comunica e trasmette emozioni attraverso le  immagini e i colori, ricordando a tutti che il tempo è lo strumento compensativo più grande che si possa riconoscere ad un alunno/studente con DSA. Averlo fatto nella settimana nazionale dedicata ai disturbi dell’ apprendimento ha dato un valore aggiunto all’iniziativa promossa, perché ha stimolato le emozioni del cuore e la sensibilità dell’anima.

LUIGI IOZZOLINO 
Foto: NOEMI FONTANA

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